L’improvvisa emergenza sanitaria da COVID-19 che da marzo ha interessato anche l’Italia ha messo in risalto tutti i punti di forza, ma anche le debolezze presenti nel sistema sanitario italiano. Medici ed infermieri sono stati sottoposti a turni durissimi e sacrifici inimmaginabili, costretti ad affrontare in modo imprevedibile un evento così drammatico e duro. Infatti, l’Italia è stato il primo paese d’Europa a trovarsi, improvvisamente, al centro dell’esplosione della pandemia, costretta ad una nuova organizzazione per combattere una malattia nuova e terribile e non scoraggiarsi di fronte all’incremento incontrollato di contagi e vittime. I protagonisti più applauditi ed elogiati in questo momento di particolare drammaticità per l’Italia sono stati medici, infermieri e l’intero personale socio-sanitario. Tuttavia, si sta comprendendo ora come gli applausi e gli incoraggiamenti riservati a questa ai colletti bianchi e al personale sanitario siano stati solo confinati al momento. Infatti, stanno riemergendo tutte le criticità precedentemente irrisolte, quali l’inquadramento contrattuale, gli stipendi e gli orari, il rimborso medici specializzandi,  siano ancora prive di una reale soluzione. Infatti, nelle fasi più acute e critiche della pandemia, al fine di colmare le lacune tra le risorse umane negli ospedali, si sono snellite le procedure relative alle lauree e alle abilitazioni. 

Così, i neo-dottori sono stati subito messi in campo per supportare il lavoro dei colleghi più esperti. Tuttavia, l’attenuarsi dell’emergenza non ha risolto le criticità legate mancanza di personale medico, che da sempre affligge il sistema sanitario italiano. Si tratta di un fenomeno, causato per buona parte dall’eccessiva selettività che caratterizza l’organizzazione del percorso di studi, oltre che da un test di ammissione medicina che, spesso, ostacola la strada di molti aspiranti candidati. Il test, infatti, si presenta molto difficile, costituito da domande di logica, fisica e biologia: pertanto, si danno come già acquisiti e scontati concetti e conoscenze che, invece, potrebbero essere appresi durante il corso di laurea, e non di rado ci sono candidati che, per una serie di motivi, fanno ricorso test medicina 2020. Ciò, ad esempio, accade in Francia, dove l’accesso alla facoltà è organizzato in modo molto più semplice, mentre la selezione si realizza durante il primo anno. Essa si concretizza mediante 2 test, tesi a verificare il livello di preparazione e permettono, qualora vengano superati, di continuare il percorso di studi nel settore. Pertanto, un eccellente livello di formazione può essere garantito ed assicurato anche in assenza del numero chiuso ostativo, che sta facendo registrare un numero crescente di proteste. Proteste sollevate soprattutto da chi si dice testimone o vittima di irregolarità e che, proprio per questo motivo, ha deciso di sollevare un ricorso in relazione al test di medicina 2020, attraverso “numerochiuso.info”. L’obiettivo è quello di contestare ed obiettare nei confronti di un’organizzazione che, ormai, appare sempre più superata, oltre che dannosa sia per gli aspiranti medici, che per l’intero sistema sanitario, sempre più lacunoso e deficitario dal punto di vista delle risorse umane disponibili. Pertanto, il team legale Consulcesi da anni lotta e supporta i camici bianchi e l’intero personale socio-sanitario, al fine di assicurare la tutela dei diritti. Inoltre, il pool Consulcesi segue e supporta gli aspiranti camici bianchi che hanno percepito l’ingiustizia di essere stati privati di un sogno a causa di un test d’ammissione, freddo ed asettico, incapace di valutare valori importanti, quali la vocazione e la capacità di un candidato. Una riforma del settore appare questione stringente ed urgente, per la quale diventa importante affidarsi ad esperti e specialisti, in grado di muoversi anche e soprattutto nel contesto legale.